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Dal territorio: un video contro il bullismo

Riportiamo una lodevole iniziativa che vede protagonisti i ragazzi della Scuola Media di Lesmo, istituto che da sempre sosteniamo e riconosciamo come centro fondamentale per la crescita e lo sviluppo dei giovani di domani. Il video, prodotto dalla classe 3°D tratta un tema di assoluta attualità che necessita di progetti di sensibilizzazione e informazione ai ragazzi.

 

“Sarai forte, sarai bello ma ti manca il cervello”. Questo è il motivetto che tutti gli studenti della 3°D ripetono come un mantra. Sopratutto da quando hanno vinto il Leone D’Argento.

Premiato a gennaio alla Biennale di Venezia ed ancora in concorso per il premio del MIUR il videoclip “Ciao Bullo” della 3°D della scuola media Don Milani di Lesmo.

Il progetto è partito nel 2015 dall’iniziativa della professoressa di matematica e coordinatrice di classe Simona Sanvito, che ha deciso di dedicare le sue ore di lezione ad un’attenta riflessione sul bullismo.

 

Passione ed esigenza si sono unite, coinvolgendo il professore di musica e pianista Luigi Nicolardi, che ha preso la palla al balzo pensando ad una canzone per affrontare questo tema, così ostico, in maniera creativa.

“Dopo qualche episodio di scambio di offese in Whatsapp e Facebook, di mini-cyberbullismo, abbiamo deciso di affrontare il discorso prima che si trasformasse in qualcosa di più grande, come è accaduto in altre scuole”, ha spiegato il professor Nicolardi.

Nessuna ambizione artistica, nessun pensiero per un concorso, fino a quando il MIUR ha inviato comunicazione alle scuole sul proprio progetto sul bullismo e la classe 3°D ha deciso di parteciparvi.

 

Una volta terminata la registrazione in studio, i professori sono venuti a conoscenza del premio “Leone d’argento per la creatività” della Biennale di Venezia. Così hanno subito contattato il genitore di un alunno per girare il videoclip da aggiungere alla canzone per partecipare al concorso.

Tra più di cento iscritti, la 3°D dell’Istituto di Lesmo è brillata ed ha colpito la giuria per la sua originalità. “La scelta è ricaduta sul genere rap – racconta il professor Nicolardi – per la centralità delle parole rispetto alla musica ed ho voluto un arrangiamento simile a quello di Willy il Principe di Bel Air per distaccarmi dal concetto di rap come denuncia arrabbiata dei problemi della società”.

 

Segui il link per guardare il video